Famiglia e patrimonio · Aggiornato il 2 novembre 2026
Vuoi destinare risorse ai figli, organizzare la gestione di un immobile o preparare un passaggio generazionale? Il trust può rientrare fra gli strumenti da valutare. La domanda utile non è soltanto quanto costa costituirlo, ma quali obiettivi consente di perseguire e quali obblighi comporta nel tempo.
Come funziona un trust familiare
Il disponente definisce il progetto; il trustee amministra i beni secondo l’atto e la legge regolatrice; i beneficiari sono i soggetti nel cui interesse è organizzata la gestione. È possibile prevedere controlli e un guardiano, secondo la struttura scelta. Non basta chiamare un documento “trust”: servono regole coerenti e una gestione effettiva.
Tre situazioni in cui valutarlo
- Esigenze dei figli: programmare l’impiego di risorse per formazione, assistenza o abitazione, precisando condizioni e tempi.
- Gestione di beni familiari: organizzare amministrazione, spese e utilizzo di immobili o altri beni senza lasciare le decisioni essenziali indefinite.
- Passaggio generazionale: coordinare obiettivi familiari e continuità del patrimonio o delle partecipazioni, confrontando gli strumenti disponibili.
Sono esempi di esigenze da analizzare, non casi in cui il trust sia necessariamente la soluzione migliore. Una struttura complessa può essere sproporzionata rispetto ai beni o allo scopo.
Il trust protegge da ogni creditore?
No. La separazione dei beni dal patrimonio personale del trustee non cancella i diritti dei creditori del disponente. Vanno esaminate le regole sulla tutela dei creditori, sulle successioni e sui rapporti familiari. Anche l’azione revocatoria può assumere rilievo, ricorrendone i presupposti. Debiti già esistenti, garanzie e contenziosi devono essere dichiarati e analizzati prima di qualsiasi operazione.
Quanto costa un trust?
Non esiste un prezzo unico affidabile per ogni situazione. Chiedi un preventivo che separi analisi e progettazione, eventuali atti notarili e formalità, imposte, compenso del trustee e rendicontazione. Valuta anche il costo delle modifiche, della sostituzione del trustee e della chiusura. Il costo iniziale non rappresenta necessariamente il costo complessivo del progetto.
Quali imposte considerare?
Il D.Lgs. n. 139/2024 ha introdotto una disciplina espressa per trust e vincoli di destinazione nell’imposta sulle successioni e donazioni. La regola riguarda gli arricchimenti gratuiti dei beneficiari e il trasferimento a loro favore; è prevista anche un’opzione per il pagamento anticipato alle condizioni di legge. Questo non esaurisce ogni profilo fiscale: natura dei beni, residenze, redditi e singole operazioni richiedono una verifica specifica.
Quali documenti preparare?
Per un primo confronto sono utili: una sintesi degli obiettivi; elenco e titoli dei beni; composizione familiare e beneficiari ipotizzati; informazioni su debiti, ipoteche, garanzie e controversie; eventuali donazioni, testamenti o accordi precedenti. Indica anche quali poteri vorresti conservare e chi potrebbe svolgere la gestione.
Il primo passo
Prima di scegliere la legge regolatrice o il trustee, verifica la sostenibilità del progetto e le alternative. Lo Studio Legale Bonomo esamina la posizione e coordina, quando necessario, gli aspetti legali con quelli notarili e fiscali.
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Fonti
- Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, in particolare artt. 2, 11 e 15; legge di ratifica n. 364/1989.
- D.Lgs. n. 139/2024: disciplina di trust e vincoli di destinazione.
- Codice civile, art. 2901 e seguenti.
Informazioni generali: non sostituiscono l’esame dei documenti e della disciplina applicabile al singolo progetto.

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